Julian Assange contro Internet

Sembra strano ma è vero: Julian Assange, che su internet ha basato la sua crociata contro i poteri forti tramite il sito Wikileaks, considera Internet come il male. “Internet non è una tecnologia che favorisce la libertà d’espressione. Non è una tecnologia che tutela i diritti umani. Piuttosto è una tecnologia che può essere sfruttata per mettere in piedi un regime totalitario basato sulla sorveglianza. Che non si era mai visto prima”. Queste parole sono state pronunciate durante uno dei suoi ultimi interventi pubblici, all’Università di Cambridge.
La tesi si Assange è che è vero che Internet consente ai cittadini di avere accesso ad un livello di informazioni mai raggiunto primo, ma è altre sì vero che potrebbe essere un mezzo utilizzabile dalle autorità per sorvegliare la popolazione. Insomma, è uno strumento in linea con 1984 di George Orwell.
E’ facile confutare Assange facendo l’esempio delle rivolte in Medio Oriente, ma egli replica che, mentre Facebook e affini offrivano piattaforme di comunicazione ai manifestanti, la polizia utilizzava Internet per individuare i rivoltosi più tembili, arrestarli e torturarli.
In questo quadro a tinte fosche esistono sprazzi di luce. Uno di questi è, manco a dirlo, Wikileaks, fondato dallo stesso Assange, che rappresenta la parte di “internet buono” schierato dalla parte dei cittadini, contro i potenti.
