Sony nuovamente vittima degli hacker, oltre 1 milione di utenti compromessi

Giuseppe Briganti – Aveva suscitato grande scalpore la notizia, uscita più di un mese fa, di un attacco alla Sony da parte degli hacker. L’offensiva, come molti ricorderanno, aveva colpito il Playstation Network (Psn), il servizio online per la Playstation 3. Furono rubate le informazioni di oltre cento milioni di account e Sony dovette sospendere il servizio per un mese. Adesso la situazione è a posto e i videogiocatori di tutti il mondo sono tornati a sfidarsi online ma, nonostante le regalie donate dalla casa giapponese (un gioco a scelta tra un catalogo che includeva anche Little Big Planet per Psp e Mod Nation Racer per Ps3), l’onda non è stata cancellata: è stato dimostrato che anche le software house più importanti possono essere violate.

L’attentato non è stato rivendicato da nessuno, ma è lecito supporre che da quel momento altri gruppo di hacker abbiano tentato di forzare le porte di Sony. E infatti una banda che si autodefinisce LulzSec ha dichiarato di aver trafugato un altro servizio online della Sony, Sonypictures.com e aver fatto man bassa di informazioni. L’oggetto sarebbero circa un milione di account e la prova dell’avvenuto attentato risiederebbe in un file torrent scaricabile da internet. Ecco il comunicato pubblicato da Lulzsec: “Abbiamo recentemente avuto accesso a SonyPictures.com ed abbiamo compromesso le informazioni di 1 milione di utenti, comprese password, indirizzi email, indirizzi di casa, data di nascita ed ogni sorta di dato Sony associato ai loro account. Oltre ad altre cose, abbiamo anche compromesso tutti i dettagli degli admin Sony Pictures (incluse le password), 75 mila “music code” e 3.5 milioni di ‘music coupon’”.
Il particolare più curioso è che il gruppo di hacker si è bullato della Sony, affermando che le protezioni erano alquanto primitive e che sono state sufficienti pratiche elementari di hackeraggio per entrare nei file segreti. Anzi, voci di corridoio riferiscono che il file di testo contenente le password non era nemmeno crittografato.
La Sony dal canto suo non ha potuto fare altro che confermare l’attacco e rivolgere nuove scuse agli utenti. Fatto sta che la credibilità ha subito un secondo duro colpo. E le dichiarazioni a seguito del ripristino del servizio Playstation Network – “nessun sistema digitale è veramente sicuro” – forse non rappresentano una giustificazione legittima per quello che è successo. La debolezza della Sony è recidiva, peggio ancora causata dal lassismo, se è vero che file importanti non erano salvaguardati da sistemi di protezione. L’unico aspetto positivo della vicenda è che, per stessa ammissione del gruppo LulzSec, l’attacco è stato portato avanti non per danneggiare gli utenti ma per minare la credibilità della Sony e per far vedere agli utenti in che mani siano.
