Privacy: Google non lascia scelta

Privacy: Google non lascia scelta foto

L’intento di Google, con la creazione di prodotti sociali, è quello di segnare ancora una volta un passo in avanti (almeno in efficienza) per quanto riguarda il web marketing. Per realizzare il suo obbiettivo, la società di Mountain View non sta esitando ad adottare misure originali (rispetto persino al suo competitor Facebook) ma suscettibili a sicure critiche.

L’ultima novità è l’obbligo, da parte degli utenti, di tenere un profilo pubblico. Oh meglio, da 31 luglio Google renderà pubblici tutti i profili presenti in Google+. Il processo che Big G spera di innescare è semplice: pubblicità dei profili, maggiore visibilità, più advertising.

Illustrato così, il provvedimento sembra tutto fuorché democratico. Tuttavia c’è una ‘clausola’ in grado di proteggere Google dalle accuse di essere una ‘deriva del Grande Fratello’. Certo è drastica: sbattere la porta e uscire. Chi non se la sentirà di mettere alla mercé del web le proprie informazioni può, con una procedura molto semplice, cancellare il proprio profilo. Persino il proprio account Google, se lo ritiene necessario. Tuttavia è grande il sospetto che ben pochi si cancelleranno, poiché il tipico utente dei social network è poco avvezzo a regolare le impostazioni della privacy.

La creazione di un profilo Google+, e la conseguente mancanza di privacy, è fattore necessario affinché l’utente utilizzi tutti i prodotti Google, come G Buzz e G Reader. L’utilizzo di Gmail rimane invece subordinato solamente al possesso di un account normale.

Leave a Comment for Privacy: Google non lascia scelta