Ritorna la norma “ammazzablog”

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In sordina, certo, ma sta ritornando. Nel ddl sulle intercettazioni, attualmente sotto esame delle commissioni parlamentari, è stata inserita una norma che sembra troppo simile a quella che è comparsa nella cosiddetta Legge Bavaglio. Questa norma, a quanto si legge, impone ai gestori di siti e blog l’obbligo di rettifica entro 48 ore di un testo ritenuto offensivo da un utente. Un provvedimento che, se passasse, renderebbe censurabile qualsiasi contenuto a prescindere dalla sua (oggettiva e non) pericolosità: la rettifica non è suscettibile a ricorsi.

La notizia è stata data da Repubblica. I toni del quotidiano di Scalfari sono preoccupati: “Una misura che metterebbe in ginocchio la libertà di espressione sulla Rete, e anche le finanze di chi rifiutasse di rettificare, senza possibilità di opposizione, ciò ha ritenuto di pubblicare”. Uno dei particolari più agghiaccianti è l’entità della multa che il gestore del sito si troverebbe a pagare in caso di rifiuto della rettifica: fino a 12mila euro.

L’inserimento nel ddl della norma ‘ammazzablog’ preoccupa non solo per il contenuto (e basterebbe solo quello) ma anche perché il decreto sulle intercettazioni ha possibilità di venire alla luce in tempi molti brevi (visto che è nell’interesse personale di Berlusconi) e quindi non c’è molto tempo per proteste e mobilitazioni varie. In ogni caso, il web sta facendo il suo corso e la notizia si è già ampiamente diffuse.

Tra le prime figure pubblica a muoversi, c’è il presidente dell’Idv Antonio Di Pietro assicurando che lui e il suo partito non starà con le mani in mano.

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