Ace Combat: Assault Horizon. Namco torna a volare

Ace Combat è uno dei brand che ha fatto la storia della Playstation per almeno due generazioni. L’approdo alla next-gen, tuttavia, non è stato indolore. La Namco ha scelto infatti di produrre Ace Combat 6 solo su Xbox 360 offrendo una dinamica ormai stantia e vecchia.
La serie qualche anno fa è passata ad un nuovo producer, il quale ha deciso di cambiare registro e di rivoluzionare il brand. Tommaso Valentini di Spaziogames scrive: “Kazutoki Kono ha deciso quindi di provare una nuova strada, prendendo il brand, facendolo completamente a pezzi e ripartendo da zero, con una nuova ambientazione, una nuova struttura di gioco ed inserendo per la prima volta nella serie la possibilità di pilotare e sparare direttamente dagli elicotteri”.

La trama infatti non è ambientata in un mondo alternativo, per quanto simile al nostro, ma in un futuro veramente prossimo e reale. La storia si svolge nel 2015, una missione congiunta Onu-Nato ha il compito di sgominare una banda di ribelli che sta prendendo il sopravvento su alcune città costiere africane. Ben presto il giocatore scoprirà che dietro ai ribelli ci sono intelligenze e risorse economiche da super-potenza e si porranno così le basi per un intreccio ricco di sorprese, dualismi, intrighi.
Il gameplay è totalmente rivoluzionato. La stella polare di Ace Combat: Assault Horizon è l’immediatezza e il dinamismo, declinati secondo uno stile arcade che si discosta nettamente dalle – seppur velleitarie – intenzioni simulative dei capitoli precedenti. Oltre alla succitata possibilità di guidare elicotteri (a cui sono dedicate varie missioni) è da segnalare la possibilità di mirare con la mitragliatrice, per giunta con munizioni infinite. Il giudizio di Spaziogames è un bell’otto e un commento finale che non lascia spazio a dubbi: “Veloce, adrenalinico e spettacolare. Sebbene Ace Combat: Assault Horizon snaturi completamente il brand a cui appartiene, ne apprezziamo i cambiamenti e la volontà di portare qualcosa di nuovo in un genere che non vede grosse innovazioni da ormai troppo tempo.”
