Spaziogames intervista uno dei padri di Uncharted 3
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Justin Richmond, Game Director di Unchated 3: L’inganno di Drake, è giunto questa settimana a Milano per presentare l’ultima fatica della Naughty Dog, in uscita il 4 novembre su Playstation 3.
Lo sviluppatore ha rilasciato un’intervista a Alessandro Mucchi di Spaziogames (qui la versione integrale). Justin Richmond ha trattato molti argomenti, quali la grafica, la contaminazione con il media cinema, le fonti di ispirazione.
Incalzato dalle domande di Mucchi, e dalle sue lodi per quanto riguarda le potenzialità grafiche già espresse nelle anteprime, ha rivelato il perché di tanta attenzione per il lato estetico della serie di Uncharted e in particolare del terzo capitolo: “Abbiamo studiato da vicino il comportamento della sabbia (che ovviamente ricopre un ruolo di primo piano) e abbiamo migliorato la resa dei fluidi. Come dicevi, fin dal primo capitolo abbiamo puntato molto sull’aspetto grafico, è un po’ uno dei nostri marchi di fabbrica, ora sarebbe buffo se non fossimo all’altezza! Personalmente credo che ci siano produzioni, come la nostra, che richiedono un comparto tecnico all’avanguardia per migliorare l’esperienza di gioco”.

Mucchi ha poi sottolineato come Justin Richmond sia diventato Game Director appena dopo l’uscita del secondo capitolo. L’intervistatore ha dunque ipotizzato l’impronta particolare di Richmond su Uncharted 3: L’inganno di Drake, e ha chiesto se qualcuna delle novità del gioco è da ricollegare al cambio nella direzione. La risposta è stata affermativa: “Sicuramente tra le cose che mi riescono meglio, avendo studiato in una scuola di cinema, c’è il trasmettere l’impostazione del mondo cinematografico alle cut scene e all’azione. Non che prima non fossero appropriate ovviamente, ma ti sarai accorto di come il taglio sia ora decisamente più simile a quello delle produzioni hollywoodiane. Poi devo dire di aver scoperto una squadra fantastica con cui è un vero piacere lavorare, infatti riesco senza problema a trovare il punto d’incontro tra l’aspetto narrativo e le esigenze di game design, insomma, tengo tutto insieme! ”

L’intervista si è poi incentrata su altri argomenti, tra cui le fonti di ispirazioni all’interno dello stesso mondo dei videogiochi, praticamente dalla concorrenza. I titoli più rappresentativi in questo senso, almeno per Richmond, sono stati Batman: Arkam Asylum, per quanto riguarda i combattimenti, e Read Dead Redemption, per quanto riguarda la spettacolarità e la resa estetica e comportamentale dei cavalli (che in Uncharted 3 giocano un ruolo importante).

Un’altra novità interessante è stato l’utilizzo del Perfomance capture, sistema in gradi di mettere di integrare – o addirittura sostituire – il Motion capture. La differenza tra le due tecnologie è che nel primo caso gli attori recitano tutti assieme, come se fossero a teatro o in un set cinematografico, mentre nel più tradizionale Motion capture i movimenti degli ‘attori’ sono registrati in singolo. Inoltre, nel Perfomance capture gli attori non solo si muovono ma parlano anche, dando al doppiaggio una sensazione di amalgama mai vista prima.
