Uncharted 3, la critica italiana dice sì

Uncharted 3: l’Inganno di Drake uscirà nei negozi italiani il 2 novembre ma il web è già affollato di recensioni dell’ultima fatica della Sony. Le principali riviste online di videogiochi sono tutte d’accordo nell’attribuirgli l’etichetta di ‘capolavoro‘. Spaziogames, Multiplayer, Everyeye: i voti sono altissimi, i toni celebrativi.
Spaziogames ha dato ad Uncharted 3 un bel 9.3 su 10. Il recensore Valerio De Vittorio ha posto l’accento sulla trama avvincente e sul multiplayer, non più mera modalità di supporto alla campagna in singolo (comunque eccezionale) ma vera e propria piattaforma di divertimento e di sapiente rilettura in chiave ‘multi’ del gioco stesso: “Uncharted 3: L’Inganno di Drake è un titolo emozionante, un’esperienza videoludica che vale la pena di essere vissuta. Sorprendente è la parola che vi verrà in mente più spesso giocando al capolavoro Naughty Dog, imprevedibile dall’inizio fino alla fine (o quasi), nella trama ma sopratutto pad alla mano. A fianco di una campagna da vivere tutta d’un fiato troviamo poi una solidissima quanto ricca componente online”. Un riferimento doveroso De Vittorio, lo fa ai difetti – comunque presenti – del gioco: alcune fasi di shooting non rifinito, portata innovativa limitata, ridotta interattività in alcune scene.

Everyeye assegna addirittura un 9.5. Tuttavia, pur confermando quanto di buono presentato in Spaziogames, preferisce insistere sull’aspetto artistico del gioco, esaltando la caratura cinematografica e il livello grafico: “Una delle cose che più colpisce di Uncharted 3 è la straordinaria ricerca artistica, senza la quale la grande varietà di ambienti e locazioni non avrebbe probabilmente avuto peso. Impossibile poi non lodare il lavoro svolto sul fronte dell’interpretazione attoriale. Così come per il secondo capitolo, Uncharted 3 è il videogioco che più si avvicina all’idea di un film digitale. Grazie al lavoro di “Performance Capture”, agli algoritmi di morphing facciale, le sequenze di intermezzo (realizzate con il motore di gioco, ma non in tempo reale) sono dei piccoli gioielli di recitazione e regia”.

Multiplayer, che si riserva di esprimere un voto in una recensione più completa, utilizza i toni più celebrativi. L’emozione del recensore Luca Gambino è palpabile, e traspare senza tentennamenti in quello che, più che un commento finale, appare come un elogio alla bellezza di un videogioco che non riesce a conquistare il titolo di opera d’arte solamente per il fatto di essere un videogioco e non un film, un romanzo, un opera teatrale: “La sensazione di trovarci di fronte ad un capolavoro di proporzioni epiche è tangibile, sotto le nostre mani e davanti ai nostri occhi. Mai visto un Uncharted così in forma sotto tutti i punti di vista. Grafica, gameplay, level design, sembra tutto ai massimi livelli”.
La serie Uncharted si conferma una delle killer application più letali di questa generazione di videogiochi. Un titolo che, a prescindere dalle vette raggiunte nella grafica e nella giocabilità, ha come punto di forza quello di trascendere la sua natura di videogioco e lambire gli orizzonti del cinema e della narrativa.
