Diaspora e UnThink, i primi social network anti-Facebook

Diaspora e UnThink, i primi social network anti Facebook foto

Facebook è il colosso indiscusso dei social network, ciò non toglie che esistano spazi per altre piattaforma in grado di ‘specializzarsi’ in elementi che la creatura di Mark Zuckerberg, vista la sua natura generalista, non può sviluppare.

Uno dei punti in cui Facebook risulta carente, ma probabilmente perché vuole esserlo, è la privacy. I dati degli utenti permangono negli archivi anche dopo la cancellazione, a disposizione di chissà quali enti e imprese – a proposito fa scalpore la lotta di uno studente austriaco - . Tematica, questa, che si ricollega al ‘diritto di non raggiungibilità’ che in Facebook pare essere un’utopia: l’utente è raggiunto da ogni tipo di pubblicità, una sorta di bombardamento a cui è impossibile sfuggire, visto che le inserzioni inseguono gli utenti nella loro navigazione sul social network, fedelmente attaccate alla parte sinistra della pagina.

Per sopperire a queste carenza stanno nascendo due social network: UnThink e Diaspora. Il primo – che sta per ultimato dall’omonima azienda – interviene proprio per risolvere il problema della pubblicità. Il meccanismo su cui si basa è semplice: ogni utente può decidere da quale tipo di pubblicità può essere raggiunto e in che misura. In cambio le aziende pagano un abbonamento di 2 euro all’anno. Un compromesso in grado di conciliare i diritti delle persone con la necessità delle imprese di farsi pubblicità.

Diaspora, invece, è in programmazione da parte di un gruppo di studenti di Pisa e Venezia. L’elemento innovativo di questo futuro social network è che i dati non verranno conservati in un mega-archivio centrale ma verranno sparsi per una marea di server. Le informazioni sugli utenti, dunque, potranno essere al sicuro da utilizzazioni massicce da parte di imprese approfittatrici.

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