Facebook invaso dal porno: è opera di Anonymous?

Facebook invaso dal porno: è opera di Anonymous? foto

Anonymous, organizzazione di hacker con obbiettivi ambiziosi (distruzione del sistema delle multinazionali, diffusione dell’open sourcing) aveva promesso di attaccare Facebook. Era stata diffusa persino la data dell’attacco: il 5 novembre. Quel giorno non è accaduto nulla di strano, a differenza del 16 novembre, giorno in cui le Home di Facebook sono impazzite, per giunta nelle modalità più inaspettate: s’è verificata una vera e propria invasione di filmati porno hardcore e immagini di violenza. In alcuni casi sono comparse anche foto, perlopiù fotomontaggi ritraenti personaggi famosi (uno su tutti il cantante Justin Bibier) in pose erotiche.

E’ opera di Anonymous, magari in forte ritardo rispetto a quanto preannunciato? Gli esperti che hanno cercato dalle prime ore di arginare il problema sono portati a escludere un coinvolgimento dell’organizzazione, poiché le modalità della attacco differiscono profondamente da quelle abituali di Anonymous. Quest’ultimi, infatti, si sono sempre mossi all’interno di un rigido sistema etico che escludeva l’utilizzo di materiale pornografico. L’ipotesi che si è fatta largo nelle menti degli ‘investigatori’ era stata, almeno all’inizio, la seguente: a condurre l’attacco non sarebbe stata Anonymous ma forse una cellula ‘dissidente’ del gruppo attivista. Il movente, in quel caso, sarebbe stato semplice da intuire: la volontà di mettere nei guai un nemico giurato come Facebook e, allo stesso tempo, danneggiare i compagni ‘ortodossi’. Insomma, due piccioni con una fava.

Facebook invaso dal porno: è opera di Anonymous? foto

La situazione, in ogni caso, è rientrata nel giro di 24 ore. I tecnici del social network di Mark Zuckerberg, dopo lo shock iniziale, sono intervenuti per risolvere il problema. Il ‘buco’ in cui gli hacker si sono infilati per creare scompiglio, il cross-site scripting (XSS), è stato individuato e chiuso. Facebook sta mantenendo il più stretto riservo. D’altronde in situazioni come queste è d’obbligo mantenere un profilo di professionalità e non fare uscire comunicazioni avventate e probabilmente discordanti; il pericolo è lanciare involontariamente un messaggio pericoloso per l’azienda: Il ‘fianco scoperto’ non è frutto di una svista ma di una situazione sistemica.

Per lo stesso motivo, Facebook ha dichiarato di aver individuato gli autori dell’attacco, senza però specificarne l’identità. Ha solo specificato che nessuno degli hacker in questione appartiene al collettivo di Anonymous. Notizia, se possibile, ancora più sconcertante: esiste un altra gruppo di persone in grado di causare problemi del genere?

La comunità di internet sta già speculando sulle modalità dell’attacco. Molti pensano a un virus che magari abbia installato nel PC codici per ‘postare’ nelle bacheche i video hard di cui si è parlato sopra.

Nel frattempo, il manager per la sicurezza di Facebook, Andrew Noyes, ha dichiarato solamente: “Proteggere gli utenti dallo spam e dai contenuti dannosi è una delle priorità più importanti per noi. Stiamo lavorando per migliorare i nostri sistemi per isolare e rimuovere i materiali che violano le condizioni di utilizzo del sito”.

Leave a Comment for Facebook invaso dal porno: è opera di Anonymous?