Google ha fatto piangere una bimba di 12 anni

Google ha fatto piangere una bimba di 12 anni foto

Ecco oggi un’altra notizia incredibile: Google ha fatto piangere una bimba di 12 anni!

Ebbene si, questo in effetti quanto è accaduto, Google è stato “monello” ed ha fatto piangere la figlia di Rich Warren, rimuovendo senza alcun preavviso il suo account Gmail.

Una decisione dovuta quella di Google comunque secondo le sue Condizioni di Utilizzo, che di fatto non permettono ad utenti minori di 13 anni, di attivare Google Accounts, a meno che non si connettano dalla loro Scuola, nell’ambito di un progetto Google Education.

Ed è così, che l’account Google di una bimba di 12 anni, è stato prontamente disabilitato senza alcun preavviso, tra l’altro in piena attuazione del COPPA, la normativa federale americana di protezione dei minori.

Decisione questa che Rich Warren, il padre della piccola, non ha accettato però serenamente ma anzi, si è molto risentito per l’estromissione della figlia, tanto da arrivare a scrivere una lettera di rimostranze a Google, direttamente dalla sua pagina Google+, iniziando così: “Grazie per aver fatto piangere mia figlia“.

Una triste accusa, che prosegue con le parole “Ho aperto questo account a mia figlia molti anni fa; lo usa per mandare mail ai nonni, agli amici e ha un blog su Blogger come progetto scolastico, poi ci siamo svegliati stamattina e abbiamo trovato l’account spento. Capisco che Google debba rispettare la legge”, continua il padre “ma poteva anche agire in un altro modo, in maniera più vicina agli utenti e ai bambini, ma non l’ha fatto; e ora questi contenuti sono perduti per sempre”.

Google ha fatto piangere una bimba di 12 anni foto

Dure parole quelle del padre, che però non sono totalmente vere, in quanto Google ha attivato una pagina con tutte le informazioni per tutti gli account che sono stati disattivati e quindi chiusi per motivi di età, cui accedere, riattivando quindi la casella, semplicemente presentando un documento di identità valido o effettuando una piccola transazione con una carta di credito, onde confermare la propria età.

Queste le richieste da parte del motore di ricerca, che tende infatti a verificare l’età dei minori: questo il motivo principale di Google, che intende infatti controllare l’età degli utenti, che spesso mentono sull’età minima, per avere l’account!

Quanto al caso della piccola Rich, un portavoce di Google ha provveduto a rispondere alla lettera del padre, con queste parole: “Le nostre politiche non permettono utenti sotto l’età di 13 anni, a meno che non stiano usando una Applicazione Google Education attraverso le loro scuole. Il che è simile a molti altri servizi online. (…) Non basta il consenso dei parenti, ci sono delle normative di privacy che dobbiamo rispettare.”

E chissà cosa ne penserà il padre della piccola di 12 anni? Avrà trovato soddisfazione o quanto meno pace, dopo la risposta di Google o per il fatto che la sua lettera su G+ è diventata velocemente virale con ben 2500 +, oltre 600 condivisioni e quasi 300 commenti? Non rimane che aspettare e vedere se ci sarà una sua nuova risposta.

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