Facebook, stretta dalla UE sulla privacy

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La privacy è la bestia nera di Facebook. Durante la sua esistenza, il social network più famoso del mondo ha dovuto sopportare ramanzine e campagne di sensibilizzazione ai suoi danni per la questione privacy. La questione ruota attorno all’uso che Mark Zuckerberg fa dei dati degli utenti. Ebbene, – non è un mistero – essi vengono venduti alle agenzie di pubblicità e alle imprese per compiere ricerche di marketing e fare pubblicità ‘mirata’. Peccato che pubblicità mirata voglia spesso dire pubblicità invasiva, ed ecco giustificata la pioggia di proteste e di voci critiche.

La situazione a novembre è diventata critica, a tal punto che Zuckerberg ha accettato una proposta del governo americano che consiste in una serie di controlli costanti (da qui a 20 anni) sull’utilizzo dei dati da parte di Facebook. A fare da controllare sarà un ente statale.

Adesso, anche l’Unione Europea si è decisa a scendere in campo per proteggere gli utenti, questa volta del Vecchio Continente. La proposta è portata avanti dal vicepresidente della Commissione Europea (ossia l’istituzione che detiene il potere esecutivo dell’Unione) e commissario alla giustizia, Viviane Redine. Niente di buono per Facebook: in esame sarebbe addirittura il divieto di vendere dati a esterni. Una mossa in grado di proteggere la privacy degli internauti, certamente, ma anche capace di dare una mazzata agli introiti di Facebook: buona parte dei quattro miliardi di fatturato vengono proprio dalla pubblicità e dal modo in cui viene gestita.

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