Myamoto, il papà di Super Mario si ritira?

Myamoto, il papà di Super Mario si ritira? foto

E’ una domanda che fa accapponare la pelle ai fan, vecchi e nuovi, della Nintendo. A dir la verità, forse dispiacerebbe più ai vecchi fan, cresciuti con i personaggi simbolo della software (a hardware) house giapponese. Mario, Donkey Kong, Link… Tutti sono nati dalla mente e dalla fantasia di Shigeru Myamoto. Egli, per chi non lo conoscesse, è il numero 2 della Nintendo. Personalità eclettica e artistica (è anche musicista) sovrintende ed è responsabile dello sviluppo dei progetti Nintendo più importanti, ruolo che non restituisce l’importanza che riveste nella Nintendo, per la quale è praticamente un guru.

Una frase, qualche settimana fa, ha innescato il dibattito su un suo prossimo ritiro da sviluppatore. In un’intervista rilasciata a Wired ha dichiarata: “E’ da un po’ di tempo che ho iniziato a dire ufficio ‘sto per ritirarmi sto per ritirarmi”.

L’epopea del 59enne game designer è pressoché conclusa? Una notizia che getterebbe nel panico i fan. Per fortuna, la stessa Nintendo è intervenuta a smentire le voci e a interpretare le parole si Shugeru Myamoto. Il portavoce della casa giapponese, ripreso dall’agenzia di stampa Reuters, ha rassicurato: “Non c’è niente di vero in un suo ritiro. Non c’è niente di cui preoccuparsi, non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro”.

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E allora qual è il vero senso delle parola di Myamoto che, a dir la verità, erano sembrata già di per sé chiarissime? E’ sempre il portavoce a spiegare cosa passa per la tesa del papà di Mario. Semplicemente, si tratta della volontà di cambiare qualcosa nel ruolo che ha all’interno dell’azienda, unito alla voglia di riposarsi e dedicarsi ai suoi hobby. Dalle parole del portavoce: “C’è stato evidentemente un malinteso, lui intendeva dire che è suo desiderio allevare nuove generazioni di sviluppatori e designer”.

Inoltre, a quanto si vocifera negli ambienti Nintendo, Myamoto sarebbe insofferente a causa della ‘generalità’ del suo lavoro. Sovrintendere, assumere la responsabilità del lavoro degli altri, sono mansioni di prestigio e importantissime ma che allontanano uno sviluppatore da un approccio diretto con la creazione di un videogioco. Insomma, Myamoto vuole di nuovo mettere le mani in pasta in un nuovo progetto, tutto per lui. Ecco cosa avrebbe confidato a un collega: “Quello che voglio veramente è tornare in prima linea dello sviluppo, magari lavorando su progetti più piccoli, con sviluppatori più giovani. O un qualche progetto che possa seguire io da solo”.

Nel frattempo, i rumors legati al suo ritiro dal mondo videoludico hanno inciso sulla sua reputazione. Secondo l’agenzia di indagine statistiche Nikkei, in tre settimane Myamoto ha perso 2 punti percentuali di popolarità.

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