La capitale degli hacker è in Romania

Gli Stati Uniti lamentano da tempo attacchi hacker ai danni dei sistemi informatici che fanno a capo ai Dipartimenti e che conservano importanti informazioni di natura sia economica che politica. Insomma, è in atto, a danni degli Usa, un vero e proprio spionaggio informatico.
Gli americani hanno sempre puntato il dito contro la Cina, la potenza che più delle altre avrebbe da guadagnarci con questi attacchi. La Cina dal canto suo ha sempre respinto queste accuse bollandole come ‘partito preso’.
In questi giorni è giunta una notizia che costringe ad una decisa reinterpretazione delle controversie Usa-Cina sulla questione ‘hacker‘. E’ stata scovata la capitale degli hacker e non è in Cina, bensì in Romania. Per la precisione, in una piccola cittadina a sud del paese est-europeo: Ramnicu Valcea. Proprio da lì arriva l’80% degli attacchi diretti agli Stati Uniti. La fonte è certa, l’FBI, da tempo alla ricerca dei principali ‘attaccanti’.
Ovviamente, tutto ciò non toglie che i mandanti possano essere proprio i cinesi.
La situazione è talmente seria che l’amministrazione degli USA ha ritenuto necessario mandare Rober Mueller, direttore della polizia federale americana, in Romania per cercare, di concerto con il governo romeno, una soluzione a questo annoso problema.

La minaccia, a quanto riferisce “Le Monde” è più grave del previsto. Gli hacker rumeni in grado di scardinare le difese informatiche degli USA, o almeno metterle a dura prova, sono circa 600, tutti preparatissimi e ‘armati’ della migliora tecnologia. La loro pericolosità si evince dalle parole dello stesso capo della polizia federale: “Le minacce più gravi che abbiamo di fronte sono internazionali. Nessun paese e nessuna agenzia può combattere da sola contro di loro, siano esse terrorismo, traffico di droga, o computer”.
Intanto, nella cittadina, le reazioni della gente non sono omogenee. Alcuni stanno tenendo un comportamento giustificazionista altri meno. Un ragazzo ha esposto ai giornalisti i motivi di tutto questo proliferare di hacker, motivi che sono innanzitutto sociali ed economici: “Ma cosa possiamo fare! Non c’è lavoro qui. Il governo parla solo di crisi, tagli salariali e stringere la cinghia”.
Un professore universitario, invece, ha condannato i pirati, soprattutto per il danno d’immagine che stanno infliggendo alla città e alla nazione: “Non c’è nulla di cui essere fieri, Ramnicu Valcea è probabilmente la città rumena più famosa negli Stati Uniti. Gli americani non avevano idea del mio paese a parte la Transilvania e la leggenda di Dracula”.
La polizia rumena si sta dimostrando collaborativa con gli americani. D’altronde, lo scorso anno sono state condotte indagine per smascherare un gruppo che realizzava truffe informatiche, culminata in un maxi arresto di giovani dai 18 ai 35 anni.
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