Renato Pallavidini, il prof neo-nazista minaccia una nuova strage su Facebook

Renato Pallavidini, il prof neo nazista minaccia una nuova strage su Facebook foto

Ultime pesanti notizie dal social network per eccellenza: Renato Pallavidini, prof neo-nazista di Torino, lancia dalle pagine del social network le sue minacce contro gli ebrei ma non solo.

Insegnante nel liceo Cavour, accusato nel 2007 di essere negazionista, oggi vuole sparare ai “negroni che spacciano” e auspica i metodi del dottor Mengele contro le donne di “Se non ora quando” e ancora minaccia di fare una strage nella sinagoga di Torino, accusato di essere negazionista e di aver offeso la memoria delle vittime dell’Olocausto.
Particolarmente attivo nelle pagine dei militanti neofascisti, Pallavidini, è titolare di una cattedra al liceo classico d’Azeglio, di Torino ma attualmente è in malattia, fino al prossimo 31 marzo 2012, dopo di che, dovrebbe rientrare in servizi, ma per il momento è già in contatto con alcuni studenti attraverso il suo profilo Facebook.

E proprio da qui, egli da libero sfogo ai suoi pensieri, con insulti contro ebrei, omosessuali, disabili, immigrati e spacciatori, minacciando persino sindaco di Torino, Piero Fassino  rifiutandosi di pagare l’Ici ed il 29 dicembre scorso addirittura prendendosela con gli amministratori di Facebook, di compiere una strage, dopo aver pubblicato una foto con una stretta di mano tra il Duce e Hitler, con tali parole “Avviso ai luridi bastardi ebrei che ci controllano in quella terra di merda e di froci chiama California. Se mi togliete questa foto, vado con la mia pistola, alla sinagoga vicinissima a casa mia e stendo un po’ di parassiti ebrei che la frequentano. Vi conviene stuzzicare il can che dorme?”.

Convinto di se stesso e della propria posizione lavorativa, risponde paragonandosi ad Hitler: “Sono insegnante di storia e filosofia in un liceo classico e, infatti, nel 2007 gli ebrei hanno cercato di farmi fuori senza riuscirsi. Alla fine sono riusciti a farmi assegnare solo due settimane di sospensione nel 2008, poi ho fatto ricorso e l’ho vinto. Hanno dovuto reintegrarmi lo stipendio e lo scatto d’anzianità. Sono molto orgoglioso di essere una delle poche persone, dopo la morte del Führer, che è riuscita nel suo piccolo a sconfiggere gli ebrei”.

E dopo essersela presa con le “femministe represse” , il presidente del Consiglio, Mario Monti, Silvio Berlusconi e non da meno il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,  si limita a parlare di “provocazioni” e dice: “… Da quando le comunità ebraiche mi hanno attaccato, il mio atteggiamento verso di loro è cambiato”.

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