Wikipedia e la legge contro la pirateria online

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Wikipedia ha proclamato uno sciopero di 24 ore contro la legge, chiamata Stop Online Piracy Act, che, nei piani dei promotori, affosserà la pirateria su internet. La guerra è in corso da alcuni mesi, con due precisi schieramenti a darsele di santa ragione a colpi di comunicati stampa e dichiarazioni. Da una parte, le grandi lobby della musica, del cinema e della TV, dall’altra una grossa coalizione formata dai più grandi operatori di internet e capeggiata dal duo Google – Facebook.

Secondo la legge, tutt’ora sotto discussione nella commissione Giustizia del Congresso degli Stati Uniti (l’equivalente della Camera dei Deputati italiana), i proprietari dei diritti d’autore potranno agire legalmente per impedire la diffusione non autorizzata del materiale che detengono. Ciò implica la possibilità di denunciare i proprietari dei siti che ospitano link non autorizzati e persino l’impossibilita di contrarre transazioni online con i ‘condannati’ per pirateria.

Uno degli effetti più concreti della legge sarebbe la morte dello streaming, che diventerebbero un vero e proprio reato.

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A dicembre la situazione si è fatta gravissima, poiché le lobby (che in America detengono un grande potere) sono riuscite a convincere una gran quantità di parlamentari, sia democratici che repubblicani. A rimettere in discussione tutto è intervenuta l’amministrazione Obama che, ufficialmente, ha espresso un giudizio negativo verso lo Stop Online Piracy Act, giudicandolo troppo eccessivo e, in ultima istanza, liberticida. I democratici a sostegno di Obama hanno pertanto proposto la sua cancellazione in favore di una versione molto più morbida, attualmente giacente ancora in fase di redazione.

Ciò è bastato affinché il mondo del web riprendesse fiducia nella campagna di sensibilizzazione contro la legge anti-pirateria. A sfruttare questo ‘cambio di venti’ è questa volta Wikipedia, che rilancia con l’iniziativa dello sciopero che fa discutere. Una misura del genere era stata presa solo in Italia (a ottobre), ma per contrastare un’iniziativa parlamentare, la cosiddetta Legge Bavaglio, che avrebbe messo in pericolo l’esistenza di Wikipedia nei territori del Bel Paese. E’ la prima volta che l’enciclopedia più democratica del mondo scende così apertamente in campo a favore di una causa che, in fin dei conti, non la riguarda. Wikipedia non fa streaming , non infrange in nessun modo lo Stop Piracy Act.

Un’iniziativa, quella presa dal fondatore Jimmy Wales, che sicuramente galvanizzerà gli altri colossi di Internet, come Facebook e Google (proprietario di YouTube). Sta crescendo la convinzione che ‘il ferro sia caldo’ e che il momento per pressare l’opinione pubblica sia favorevole per vincere la più grande battaglia ‘politica’ che il web sia mai stato costretto a combattere.

Ulteriori informazioni [Wikipedia]

Comments for Wikipedia e la legge contro la pirateria online
  1. Lorenzo 4th febbraio 2012 at 01:51

    Veramente Wikipedia rischia moltissimo con l’approvazione del SOPA: dato che tutti possono contribuire a WIkipedia, essa diverrebbe responsabile legalmente di ogni cosa che viene inserita. Se un utente ignoto inserisce una violazione di copyright (un estratto molto lungo di un libro ad esempio) l’editore potrà fare causa a Wikipedia. Quindi WIkipedia in USA e GB fa serrata perché è coinvolta in prima persona.

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