Perché la gente usa Facebook?

Torniamo oggi a parlare del social network per eccellenza tra i social network, Facebook, ma stavolta non per nuovi scoop o polemiche, circa profili, aggiornamenti o altro ma cercando di rispondere a semplici domande quali: perché si usa Facebook? Facebook è un efficace strumento di comunicazione o solo un modo per condividere canzoni, foto o video?
Un vero e proprio studio condotto da Readwriteweb, sul social network di Zuckerberg, con oggi 800 milioni di scritti in tutto il mondo, dal titolo “Perché la gente usa Facebook?”, che tenta di capire come mai gli utenti passino intere ore e giornate sul social network, sempre che tale risposta esista o per meglio dire che l’utente stesso si sia mai posto la domanda!
Lo studio curato da Ashwini Nadkarni e Stefan G. Hofmann, dell’Università di Boston, che prende in considerazione anche fattori culturali e demografici, rivela anzitutto che Facebook risponde a due necessità umane di base:
- la necessità di appartenere ad un gruppo;
- il bisogno di “auto-presentazione” dell’individuo-utente.
Facebook in pratica, garantisce il bisogno di appartenere ad un gruppo virtuale ed umano, ad una comunità, con cui condividere una foto, le proprie impressioni, le proprie passioni e i propri pensieri od organizzando un evento.

Ma non da meno, Facebook esalta il carattere, le individualità di ogni utente e le proprie abilità, rivelate nella bacheca del social network, nutrendo anche l’autostima, tramite l’interazione con gli altri utenti e non da meno, aiuta le popolazioni abituate a un sistema collettivistico a ragionare in termini d’inclusione ed al contrario, le popolazioni basate su un sistema individualistico, come strumento per un contatto diretto coi propri “amici”.
Risultati peraltro confermati dagli studi effettuati in precedenza, che avevano trovato numerose affinità tra la personalità che appariva online e quella della “real life”, ossia della vita reale, rivelando così un profondo rapporto tra chi si è veramente e quello che l’utente mostra su Facebook:
- studio del 2009: dimostrava che le persone affette da nevrosi prestavano particolare importanza alla propria bacheca di Facebook;
- un altro studio del 2009: indicava come gli utenti estroversi, abbiano più amici su Facebook, rispetto ai timidi, che comunque passano maggior tempo sui social network;
- nel 2010: si è dimostrato poi con lo studio “narcisismo e social network”, che esiste un legame tra narcisismo e Facebook, considerato uno strumento utile per l’auto-promozione.
Unica paura riscontrata dallo studio è che poi Facebook possa portare ad un buco nero, ossia ad un “gorgo” nel quale si rischia di cadere per non uscirne più, come nel caso dallo scrittore Sam Laird, che disattivò il suo account nel luglio 2011 e 5 mesi dopo scrisse nel suo libro che gli era passata la tentazione di scrivere su Facebook qualsiasi cosa e che aveva iniziato a passare meno tempo davanti al PC ma che gli mancavano le fotografie delle feste degli amici e che soprattutto aveva perso il senso di appartenenza ad una comunità.
Via [ReadWriteWeb]
