Creato un software per computer capace di decodificare i pensieri

Inizio 2012 pieno di scoperte. I neuroscienziati dell’University of California, più precisamente di Berkeley, hanno decodificato con successo l’attività cerebrale in suoni udibili. In breve, gli scienziati hanno condotto uno studio con 15 soggetti, con il quale i ricercatori hanno potuto capire e codificare l’80 – 90% delle parole. Ciò significa che, gli scienziati sono riusciti effettivamente a leggere il pensiero.
Per ascoltare l’attività cerebrale, i ricercatori hanno posto fino a 256 elettrodi sul lobo temporale dei soggetti, la sede dell’elaborazione uditiva nel cervello. Successivamente sono state lette delle parole ai soggetti, registrando i risultati del lobo temporale del cervello. Il cervello analizza i suoni in bande di frequenza (diciamo, in blocchi di 10 hertz), e alcune specifiche parti del lobo temporali (aree corticali) hanno poi il compito di elaborare il suono. Registrando l’attività di queste aree corticali nell’ascolto, gli scienziato hanno potuto ricostruire i suoni usando un software al computer. L’università ha pubblicato un breve video in formato MOV che mostra l’esperimento in azione; purtroppo il video è completamente in inglese e capire le parole è veramente difficile.
Ovviamente, come ogni esperimenti o studio che si rispetti ci sono dei problemi. In primo luogo, il metodo utilizzato dagli scienziati è molto invasivo: l’unico modo per avere quei 256 elettrodi nel lobo temporale in modo non invasivo, è rimuovere una parte del cranio. I ricercatori potrebbero continuare lo studio per ricerche mediche. Ad esempio, utilizzando gli elettrodi potrebbero capire quale parte del cervello non funziona bene, e poi deselezionarla. Comunque, è probabile che tra poco tempo arriverà anche un sistema non invasivo, che collegato al computer sarà in grado di eseguire la stessa lettura senza problemi.
In secondo luogo, gli scienziato hanno usato dei trucchi: hanno ascoltato il centro uditivo, che interpreta i segnali dell’orecchio – quindi non hanno varamento ascoltato i pensieri come dicono. Alcune ricerche indicano che le parole sono innescate da parti simile del cervello e soprattutto in modo simile, quindi gli scienziati possono utilizzare tecniche simili per leggere veramente la mente, anche se abbiamo già visto qualcosa del genere con le immagini.
Eliminando questi piccoli problemi, la ricerca porta delle notevoli applicazioni. Nel caso di un pazienti in coma, o persone mute per esempio come Stephene Hawking, la lettura del pensiero può offrire un metodo di comunicazione prezioso. Al di là della medicina, educazione e intrattenimento, leggere il pensione, ovviamente, rimane qualcosa di molto interessante. In futuro, i videogiochi potrebbe rispondere ai pensieri, la pubblicità potrebbe cambiaste a seconda dell’umore, l’auto potrebbe frenare quando pensiamo “frena”, e queste sono solo piccole idee.
Dall’altra parte, leggere il pensiero può diventare un male. Qualcuno potrebbe controllare completamente i pensieri di un altro individuo. In ogni caso, queste ricerche possono portare grandi benefici, soprattutto alla medicina, perché tra poco saremo in grado di cambiare il nostro lobo temporale con un apparecchio digitale, l’udito bionico e molto altro. Perché questa non è l’unica scoperta:
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