Grafene come antenna plasmonica, verso i fili a 0,1 nm nei chip

Il “materiale meraviglioso” torna in scena, vale a dire il grafene, con un’altra scoperta molto interessante. Un team di ricercatori del Department of Energy Oak Ridge National Laboratory (ORNL) – tradotto, dipartimento dell’energia del laboratorio nazionale di Oak Ridge -, ha dimostrato che un solo atomo di silicio in un foglio di grafene può agire da antenna atomica, trasformando il grafene in un dispositivo plasmonico capace di convertire segnali ottici in segnali elettronici e viceversa.
Il succo di questa scoperta è che gli scienziati potrebbero aver trovato un modo incredibilmente nuovo per trasmettere dati su scala atomica. Così come i canali di comunicazioni più piccoli CMOS sono di 0,05 micron, o 50 nm. Ora, stiamo parlando di due fogli di grafene collegati da un atomo a due fili di silicio intorno ai 0,1 nm di diametro. Diciamo che questo non è un filo vero e proprio, si tratta: di un dispositivo plasmonico. Un Plasmon, è un pezzo di quantum – quantità – di plasma. Un Plasmon, quando viene colpito dalla luce, oscilla molto rapidamente e produce corrente elettrica. In seguito, questa corrente passa attraverso a un ricevitore plasmonico che gira eccitando gli elettroni di nuovo in luce.
Per quanto riguarda le applicazioni di questa scoperta. La maggior parte delle applicazioni plasmoniche sono puramente teoriche al momento. I Plasmoni potrebbero essere utilizzati come un’interconnessione di chip per computer, dato che supportano frequenze fino a centinaia di terahertz, mentre i fili di rame arrivano fino ai gigahertz. Inoltre, come se non bastasse, è stato creato anche il primo transistor plasmonico soprannominato Plansmoster.
Infine, l’esperimento plasmonico è stato utilizzato per litografia e microscopia ad altissima risoluzione.
Via [ScienceDaily]
